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Albegno
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mwdwAlbegno [alˈbeɲ(ː)o] (mweqAlbègn [alˈbɛɲ] in mwewdialetto bergamascocite-ref-1[1]) è una mwgafrazione del mwgqcomune di mwggTreviolo, in mwgwprovincia di Bergamo, di circa mwha2 800 mwhqabitanti distante circa mwhg7 km dal capoluogo orobico.

Fino al mwia1928 costituiva un mwiqcomune autonomo, quando fu aggregato al comune di Treviolo.

Contents

Storia
Origine
Sport
Note

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Territorio

La frazione si estende da via Gorizia a via Frizzoni e da viale mwjqPapa Giovanni XXIII a via Santa Cristina.

Piazza Conciliazione costituisce la piazza principale, mentre altre vie importanti sono: via IV Novembre, via Gorizia, via Marconi, via Vittorio Veneto, via mwjwMazzini, via mwkaSan Biagio, via Costituzione, via Risorgimento, via dei Compagnoni e via mwkqDante Alighieri.

Origine del nome

Il nome della località, che compare in un documento dell'anno 871, varia nel tempo. Il primo documento indica la presenza di mwlaAlbines, nel 911 mwlqAlbineas per arrivare al 1319 a mwlgAlbenio. Le ipotesi sull'origine del nome sono discordanti. Secondo lo storico Pierino Boselli, discenderebbe dal latino gentilizio mwlwAlbinis dal significato mwmabiancastro.cite-ref-2[2] Di diverso orientamento è il linguista Mario da Sovere che riterrebbe il nome Albegno quale unione dei suffissi celtici: mwnqal dal significato di grosso, e mwngbee che indica campo, e che porterebbe al significato di mwnwgrande campo.cite-ref-3[3]

Storia

Origine

Sebbene non vi siano testimonianze che il territorio di Albegno fosse un insediamento romano, secondo lo storico mwpwBortolo Belotti, la località con quelle prossime di Treviolo e Curnasco sarebbe stata abitata fin dal periodo romano. Così scrissero gli ingegneri Motta e Pizzigoni nello studio del territorio:

«[…] quando i romani organizzarono nelle centuriazioni le aree fuori dalla città. Stezzano e Sforzatica segnarono i limiti a nord della centuriazione posta a dl si qua del Brembo, Lungo alcune strade rurali sotto Albegno i cardini della prima e della seconda centuriazione a Albegno passa il cardine conducente ad Arcene […]»

(Relazione conservata nel comune di Albegno)

A conferma di ciò, negli scavi eseguiti in località mwqwPodere San Martino sono stati ritrovati reperti riconducibili all'epoca romana.

La località fu sicuramente abitata nel mwrqVI e mwrgVII secolo dai mwrwLongobardi come testimoniano gli scavi eseguiti nel 1987 nella località mwsaCampo Pradù dove fu rinvenuta una tomba a cassa litica con i resti di due inumani e una piccola parte di pavimentazione in acciottolato, probabilmente l'antico piano stradale. Solo dal mwsqIX secolo vi sono anche testimonianze scritte. Il primo personaggio citato è un certo mwsgGarivaldo, indicato in un atto notarile rogato nell'888.cite-ref-4[4] Lo statuto comprendeva alcune leggi, come il dovere rispondere annualmente al comune di Bergamo sulle attività, bisognava eleggere i consoli nonché due compari che dovevano controllare i campi e i corsi d'acqua.

Dal X secolo

Con il primo millennio sono molti i documenti riguardanti il territorio di Albegno. Un documento del 1160 indica la presenza di un territorio presso il mwuqBrembo. La località faceva parte del vicariato di Bergamo, ma con l'arrivo deimuovi amministratori comunali il territorio acquistò con Treviolo l'autonomia di tipo rurale e furono aggregati alla mwugfacta di santo Stefano, e nel 1263 la comunità redisse il primo mwuwstatuto.cite-ref-5[5]

Nel 4 luglio 1392 la comunità stabilì i propri confini con atto notarile redatto a Albegno alla presenza dei consoli Giacomo detto Malicco fu Zaneto detto Danza de Stefani e Giovanni detto Pappa fu Graziolo Rubasacchi alla presenza del notaio Giovanni di Alberto Dalmasone. La località fu coinvolta nelle lotte fratricide durante la dominazione dei milanesi mwxqVisconti tra i guelfi e i ghibellini. Le tasse di mwxgBernabò Visconti aveva imposto resero difficile il cruento mwxwXIV secolo. Lo storico mwyaMario Lupo scrissecite-ref-6[6]:

«[…] ne fece in parte impiccare, parte bruciare, uomini e donne. Continuò ad aggravare i beni delle chiese senza alcun timore di Dio […] Anche nell'anno 1363 dava Barnabò ad ogni Ghibellino piena balia di uccidere qualunque Guelfo e di abbruciargli le case, dal che seguivano infiniti omicidi, estorsioni, tirannie ed incendi dei più crudeli, che mai siano stati durando più di un anno i progressi di tali barbarie […]»

(Mario Lupo, Codex Diplomaticus Civitatis Bergomensies)

Con mwaaGian Galeazzo Visconti vi fu un nuovo aumento della tassazione e questo impoverì maggiorente agli albegnesi, che se non riuscivano a pagare i balzelli di trovavano sequestrati i pochi beni. Della complessa situazione ne approfittò la famiglia dei Colleoni che nel 1405 depredò e occupò Albegno e nel 1407 i Malatesta. Intervennero nuovamente i Visconti, ma la popolazione era ormai decimata e troppo impoverita e dovettero alleggerire la pressione sui pochi contadini rimasti. Con la mwagpace di Ferrara del 1428, Albegno passò sotto il mwawdominio veneto. Fu quindi rivisto lo statuto secondo le leggi di Venezia e ridefiniti i confini.cite-ref-7[7] Il documento fu rogato il 14 maggio 1481 a Lallio e approvati nel 1492 dal capitano di Bergamo Marco Giustiniani e nel 1493 on ducale del doge mwcaAgostino Barbarigo. Tra gli abitanti di Albegno alcuni protendevano ancora per i Visconti nella persona di Piccino, questi furono banditi dal territorio occupato dalla repubblica veneta nel 1432.

Lo storico mwcgGiovanni Da Lezze nel suo mwcwDescrizione di Bergamo e del suo territorio del 1596 scrisse:

«[…] la terra è in la Quadra di meggio posta in pianura […] ha fochi 41, anime 145, utili 44 […] il comune ha L. 140 d'entrata per una casa et un forno e ha alcuni pascoli che a fittarli si cava L 30 incirca […] il console et due sindaci governano col tesoriere eletti dal comune […] animali n., 40 bovini et vacccini n. 74 cavalli n. 40 […]»

(Giovanni da Lezze, 1596)

La mwdwpeste del 1630 decimò gli abitanti come in tutto il territorio, ma con il mweaXVIII secolo vi fu un incremento demografico, sicché all'inizio del mweqXX secolo «è popolato da quasi quattrocento persone, pressoché tutte agricoltori».cite-ref-8[8]

Nel 1809 Albegno fu aggregato alla città di Bergamo diventandone la frazione fino al 1816, quando sotto la mwfwdominazione austriaca divenne mwgacomune autonomo. Nel 1928 con il Regio Decreto n. 2545 venne accorpato al comune di Treviolo. Gli abitanti chiesero nuovamente l'autonomia ma la loro richiesta non fu mai accolta. Molta documentazione della storia della località è andata distrutta e poco rimane che permetta una migliore ricostruzione storica.cite-ref-9[9]

Monumenti e luoghi d'interesse

La mwhwchiesa parrocchiale di mwiaSan Giovanni Battista, edificata nel mwiq1930, su un edificio preesistente, possiede dipinti risalenti al mwigXVI e al mwiwXVII secolo, nonché sculture, mwjatarsie e statue di grande impatto. Dell'antica mwjqchiesa di Santa Cristina vi è solo la testimonianza cartografica dopo che fu soppressa nel 1603. Poco distante si trova la Villa Frizzoni-Micheletti (poi mwjgVilla Casarotto), risalente al mwjwXVII secolo, che ben risalta tra gli edifici circostanti.

Società

Tradizioni e folclore

Il 3 febbraio si festeggia mwkwSan Biagio vescovo martire, che non è il patrono del paese ma è un santo molto sentito. La funzione religiosa è seguita dalla vendita di caratteristici biscotti a forma di pesce, e dalla benedizione da parte del parroco delle automobili. Si svolge inoltre anche la processione, durante la quale la statua del santo viene trasportata per le vie del paese. Anni fa, per animare la festa, venivano fatti correre anche i cavalli per le strade, ma ora l'usanza è caduta in disuso per ovvi motivi. Al santo sono stati dedicati due complessi residenziali: il primo in via San Biagio (detto mwlaSan Biagio 1) e il secondo in via Frizzoni (detto mwlqSan Biagio 2). Il 24 giugno si festeggia il patrono del paese san mwlgGiovanni Battista. La festività è accompagnata dalla festa del paese, che dura 10 giorni e si svolge all'interno dell'oratorio, dove è possibile cenare e seguire i diversi intrattenimenti organizzati dalla parrocchia.

Sport

Lo sport più seguito nel paese, è il calcio. Nel mwmq1956 nacque l'U.S. Albegno (colori sociali bianco e azzurro), una società calcistica simbolo del paese per molti anni. Giocava le sue partite al campo parrocchiale in piazza Conciliazione, fino alla promozione nel campionato di Eccellenza nel 1994. Così per non conformità del campo di gioco alle richieste di un campionato così importante, la squadra spostò i suoi incontri al campo di gioco del limitrofo paese di Treviolo, dove giocò le sue gare fino al mwmg1998, anno in cui si fuse con la squadra di mwmwTreviolo dando vita al Trealbe Calcio. La nuova società, i cui colori sociali sono blu e granata (dai colori delle due società fuse), milita regolarmente nei campionati dilettantistici lombardi e dispone di un settore giovanile.

Note

cite-note-11. mwogCarmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), mwowmwpaDizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, mwpqISBNmwpg 88-87353-12-3.
cite-note-22. mwqwPierino Boselli, mwraDizionario di toponomastica briantea, comasca e lecchese, Lecco, G. Stefanoni, 1993, p.mwrq 13.
cite-note-33. mwsqMario da Sovere, mwsgI, in mwswCurnasco, pp.mwta 6-7.
cite-note-44. mwuaMariarosa Cortesi (a cura di), mwuqLe pergamene negli archivi di Bergamo, a 740-1000, vol.mwug 1, Bergamo, Bolis, 1988, mwuwISBNmwva 88-7827-007-5.
cite-note-55. mwwqAngelo Mazzi, mwwgAlbegno, in mwwwCorografia bergomense nei secoli VIII, IX e X, Bergamo, Tip. Pagnoncelli, 1880.
cite-note-66. mwxwMario Lupo, mwyaCodex Diplomaticus Civitatis Bergomensis, Bergamo, Tipografia Vincenzo Antoine, 1784.
cite-note-77. mwzamwzqPesenti,mwzg p. 74.
cite-note-88. mw0gmw0wGiovanni Maironi da Ponte, mw1amw1qDizionario Odeporico o sia Storico-Politico-Naturale della Provincia Bergamasca, I, Bergamo, Stamperia Mazzoleni, 1819, pp.mw1g 7-8.
cite-note-99. mw2gmw2wPesenti,mw3a p. 76.

Bibliografia

• citerefpesentiAngelo Pesenti, Curnasco, Albegno, Treviolo e Roncola. Quattro comunità, un comune. Storia e gente, Clusone, Ferrari Edizioni, 2001.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mw7aAlbegno, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.